"E il Buddha rispose: 'Non siate impazienti di credere a una cosa anche se tutti la ripetono, o se è scritta nei sacri testi o, ancora, affermata da un maestro riverito dal popolo. Accettate solo ciò che si accorda con il vostro giudizio, ciò che i saggi e i virtuosi condividono, ciò che reca realmente frutto e felicità. Abbandonate quanto non si accorda con il vostro giudizio, quanto i saggi e i virtuosi non condividono, quanto non reca realmente frutto e felicità. (...) Siete in grado di giudicare da soli ciò che va accettato e ciò che va rifiutato'." (Thich Nhat Hanh, Vita di Siddhartha il Buddha - pag. 290)
"Nello stesso spirito che ha accompagnato il mio percorso creativo finalizzato a mantenere viva nell'opinione pubblica la sensibilità nei confronti dell'emarginazione, specie per tutto ciò che riguarda i bambini, anche questo lavoro propone immagini di una precisa realtà che ha ispirato suoni ed atmosfere ricchi di poesia e suggestione. Il Tibet ed il Nepal, terre di fascino e magia, spazi di grande respiro e silenzio, culle di spiritualità e tradizioni millenarie, fonti di ispirazione per questo lavoro artistico, sono soggette, nel quotidiano, ad una trasformazione sociale e culturale estranea alla propria evoluzione naturale". (Maurizio dell'Olio)
"Molti esploratori hanno provato a trovare lo scomparso "paradiso perduto" di Shangri-La, descritto nel romanzo "Orizzonte perduto" del 1933: un regno dove le persone vivevano in pace, senza odio, invidia, avidità o ira, producendo cibo e opere d'arte. L'autore, James Hilton, lo aveva collocato all'estremo ovest dell'Himalaya, come volevano i racconti di alcuni gesuiti di ritorno dal Tibet che diedero i natali al romanzo. Ma nessuno ne trovò mai traccia. Ora, sembra che gli americani possano avercela fatta. La scoperta, divulgata soltanto nei giorni scorsi, risalirebbe addirittura al 2007, anno in cui si svolse la prima spedizione esplorativa del National Geographic condotta dall'esploratore Broughton Coburn e dall'alpinista Pete Athans. In quell'occasione Coburn e Athans si spinsero nella parte superiore del Mustang, al confine tra Nepal e Tibet: lì hanno individuato delle caverne misteriose il cui ingresso si trovava a decine e decine di metri da terra. L'abilità di Athans e di altri climber che hanno preso parte alla spedizione ha permesso di raggiungere questi anfratti che, davanti agli occhi increduli di tutti, hanno rivelato tesori inestimabili. Preziosi affreschi, santuari di secoli fa, manoscritti di antiche religioni tra cui la cultura Bon, opere d'arte sulla vita di Bhudda e scheletri di secoli e secoli fa. Tutto questo si trovava nelle grotte, che si stima risalgano a seimila anni fa. E tutto, grazie al clima del luogo, era quasi perfettamente integro. Il tesoro ha fatto subito pensare a Shangri-La. "Molti studiosi ritengono che il regno di Shambhala sia esistito davvero - ha detto Coburn - e che ne siano rimaste tracce in diverse valli himalayane. Queste caverne nascoste furono create probabilmente quando la loro religione e i loro principi furono minacciati". Una seconda spedizione di Coburn e Athans, nel 2008, ha permesso di mettere in salvo una parte dei tesori, che ora si trovano nel monastero di Mustang. La loro conservazione, infatti, rischiava comunque di essere messa in pericolo dall'erosione o dai terremoti. La storia di questi ritrovamenti è oggetto di due documentari dal titolo "Lost Cave Temples of the Himalayas and Secrets of Shangri-La" che sono in onda questo mese sul canale satellitare del National Geographic. Eccone un assaggio." (Sara Sottocornola sul sito Montagna.tv)
Il 26 febbraio inizia la festa di LOSAR, il capodanno tibetano, ma la situazione nel paese rimane tesa. L'opinione pubblica internazionale è presa da altre questioni e del Tibet se ne parla poco. Questo fa aumentare i timori che la Cina possa operare azioni di forza. La ricorrenza dei 50 anni dell'invasione cinese e dell'esilio del Dalai Lama potrebbe diventare un altro momento drammatico nella vita del paese delle nevi. Le frontiere resteranno chiuse per tutto il mese di marzo. Niente testimoni scomodi! Riporto il breve articolo apparso oggi su Peace Reporter. I turisti intenzionati a visitare il Tibet nel mese di marzo si sono sentiti rispondere dalle agenzie turistiche che, per il momento, non è possibile. Fino alla fine di marzo, mese nel quale cade il cinquantesimo anniversario della cacciata in esilio del Dalai Lama, le frontiere del Tibet rimarranno sigillate. A marzo dello scorso anno, l'opinione pubblica internazionale ha assistito alla forte ondata di proteste anti cinesi. Si è trattato delle manifestazioni più imponenti degli ultimi venti anni e che, secondo i gruppi di attivisti per i diritti umani, ha causato la morte di almeno 200 persone. Il Dalai Lama ha invitato a boicottare i festeggiamenti del capodanno cinese, che cade domani, in memoria di coloro che sono stati uccisi o imprigionati lo scorso anno, in seguito alle proteste. I gruppi di tibetani in esilio hanno descritto il boicottaggio del capodanno come "un atto di disobbedienza civile contro la repressione del governo di Pechino". (Per approfondire l'argomento leggi qui)
Nonostante il rogo che ha distrutto la nostra sala di meditazione, ieri sera è iniziato il corso previsto dal 27 al 2 gennaio. La sala chiamata 'palestra', abilmente preparata dagli organizzatori, ha potuto accogliere circa 120 persone, riunite ad ascoltare il lama Dagri Rinpoce. Dagri Rinpoce ha aperto la sessione parlando del disastro che ha colpito l'Istituto, dicendo di considerarlo il segno positivo di una grande purificazione e di incremento a uno sviluppo ancora più grande dell'Istituto. Nonostante siano andate distrutte le statue dei buddha, ha detto, queste possono essere sostituite con altre. Dato che sua santità il Dalai Lama è ancora vivente, la ricostruzione del gompa e le nuove statue possono essere un'occasione per invitarlo a benedire la nuova struttura. Dagri Rinpoce , inoltre, ha sottolineato che il giorno dell'incendio corrispondeva al 29 giorno del calendario tibetano, in cui si lanciano le torme contro le interferenze, per cui l'evento va considerato come un'eliminazione delle interferenze alla vita di Sua Santità e al veloce ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso. Dobbiamo quindi non avvilirci e gioire per le interferenze eliminate. Trovandoci in un Paese dove esiste la libertà di culto, possiamo sperare nell'aiuto del Governo e delle altre associazioni religiose, costituendo quindi un elemento di unione delle forze positive. Queste le parole di Dagri Rinpoce. (dal sito Bodhidharma) Il sito del Monastero di Pomaia è questo. Potete fare un bonifico utilizzando questo conto corrente bancario: Istituto Lama Tzong Khapa Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno Filiale di Rosignano Marittimo tel 0586/799230 - fax 0586/760995 c/c ILTK n.48 Coord. IBAN: IT21-A-06200-25100-000000000048 causale: “gompa”
Queste giornate di festa (?) sono rattristate della brutte notizia che arrivano da Pomaia. Una grande incendio ha distrutto parte del grande monastero buddista. Un grosso incendio devasta buona parte del monastero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa, uno tra i più importanti d'Europa. L' incendio, probabilmente innescato da un corto circuito, ha distrutto la sala grande di meditazione e moltissimi incunaboli, testi antichi e statue. Non ci sono feriti. I vigili del fuoco hanno circoscritto l' incendio e provveduto a isolare la zona. L'ala est del monastero è stata chiusa perchérisulta inagibile. Purtroppo il danno è di considerevole entà: si parla di una cifra di oltre un milione di euro. Infatti le fiamme hanno sfondato anche il tetto del monastero oltre ad aver distrutto preziosissimi testi tibetani molto antichi. I monaci hanno spiegato che molte delle cose distrutte, tra cui un migliaio di testi, non hanno prezzo come, appunto, i libri con i discorsi di Buddah, alcuni unici, una quarantina di tanke, cioè i dipinti della storie del Buddah tra cui una risalente al 1800, oltre all'altare e numerose statue. (Repubblica) Non sono mai stato a Pomaia ma ricevo le newsletter e recentemente ho conosciuto una giovane monaca. Tutte le persone che sono state lì mi hanno parlato di un luogo pieno di energia e di pace. Sono molto addolorato per quelo che è successo. Alcune cose si potranno ricostruire, altre sono andate perse per sempre.
Dedicato a chi volesse passare davvero un Natale meditando, stando ai margini del nostro caos consumistico. Per ringraziare chiunque noi vogliamo, per ascoltare noi stessi, il nostro respiro, la nostra anima. Per ascoltare il Mondo. Buon Natale a tutti!